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Lo scudetto del '44 - 4a parte -

Angelini prova la botta e Griffanti ci va con una mano, destro troppo forte e teso, è il vantaggio.
Mazzola, Ossola e Ferraris iniziano a spingere e pare allora che i liguri debbano cedere da un momento all’altro. Pareggia, infatti, Piola, sugli sviluppi di una punizione di Ossola, con il Toro che continua ad attaccare.
Poi, Cipriani, allunga il primo tempo di un solo minuto , quello utilizzato all’inizio per il silenzio osservato per i caduti della guerra, quando la palla viene portata avanti da metà campo.
Angelini, scrisse la Gazzetta dello sport, <scarta via, bloccato da Ellena allarga a Costa, questi gioca Cassano e centra, finchè lo stesso Angelini non raccoglie e da giusta distanza batte Griffanti>.
Finisce il primo tempo in vantaggio la squadra spezzina, mentre il Torino nella ripresa parte a testa bassa ma rimescola le carte.
Loik fa l’interno, Gabetto gioca largo all’ala, Ossola retrocede nel mezzo.
Piola due volte si libera al tiro, finchè Bani non risponde alla grande. Gramaglia e Persia giganteggiano in difesa, finalmente anche Gabetto si libera al tiro al 32 , gran sventola al volo e palla alta, dopo che Ferraris era arrivato in serpentina fino in area.
I Vigili si chiudono tutti in difesa; intorno alla mezz'ora Tommaseo accusa il colpo, entrando su un pallone contemporaneamente con Amenta: un calcio secco al piede destro ed un gran dolore che richiede l'intervento del massaggiatore Rossi:<Marietto, dice Rossi a Tommaseo, non ti togliere la scarpa fino alla fine>. Così i due rimedieranno ad una frattura, bloccandola in campo fino al novantesimo. Il finale vede gli spezzini in avanti, ma Mazzola in pieno recupero di due muniti scarica un gran destro. Bani è battuto, la palla sale di traiettoria e batte la traversa. Di fronte ad un Torino che aveva denunciato in Cassano e Gabetto gli uomini meno in palla, Barbieri aveva disposto il suo modulo alla lettera: Tommaseo in marcatura sulla linea dei mediani, Gramaglia in quella dei terzini, liberando Persia da alcun compito specifico per lanciarlo dove un granata dimostrava di poter fuggire in contropiede. Con Tori e Costa chiamati spesso a dar manforte alle retrovie, si era resa così sterile la manovra granata.
La stampa non seppe classificare quella formazione: ha l’ossatura dello Spezia, quella del Livorno o è un misto con un napoletano al centro della difesa a fare la differenza? Il decano è Wando Persia, 31 anni, migliora invecchiando questo piccolo grande uomo.
Rostagno e Tommaseo sono i più giovani, il secondo destinato a giocare nel Genoa in serie B così come Bani e Tori, livornese dalle grandi rivincite. L’altro toscano Angelini, era risultato il migliore, insieme a Costa; quest’ultimo, vicentino che giocò anche nella Lazio, pareva dover troncare la carriera dopo un grave infortunio, ma guarì in tempo per formare con Carapellese, Costanzo e Castigliano un quartetto storico nello Spezia. Poi Borrini, Amenta, il professor Scarpato e Gramaglia.”
Per concludere il girone manca ancora l’ultimo match tra Torino e Venezia. I granata tornano grandi e si impongono per 5-2. I Vigili del Fuoco della Spezia sono campioni d’Italia.

GIRONE FINALE (a Milano)
Spezia-Venezia        1-1
Spezia-Torino          2-1
Torino-Venezia        5-2

CLASSIFICA
Spezia    3
Torino    2
Venezia  1
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